Un debito pubblico pauroso come un baratro
L’Italia è una bomba a tempo
Le opinioni negative della stampa straniera accostano l'Italia e la sua politica economica praticamente sullo stesso piano della Grecia. I nostri conti pubblici non sono attendibili e quindi tutt'altro che tranquillizzanti. Essi non sono sotto controllo
come vorrebbero farci credere.
I fatti
di questi ultimi giorni lo dimostrano ampiamente.
Sotto la lente d’ingrandimento degli economisti non sfugge il disagio del governo che è costretto a passare a pesanti manovre correttive. La sua falsa propaganda: “non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani”, non passa inosservata. Eccome le mettono le mani nelle tasche degli italiani! Prezzo della benzina, pedaggi autostradali, riforme finanziarie, tagli orizzontali, la svalutazione dell'euro, che inevitabilmente finirà per far lievitare tutti i prezzi e le spese dei cittadini.
Effetto Domino?
L’ITALIA COME LA GRECIA? Pietro Salvato
All’estero sono molto attenti alle cose di casa nostra. Infatti, sanno perfettamente che nel governo e nella maggioranza – si fa per dire – c’è una perfetta unità d’intenti, tanto che il governo si appresta a porre l’ennesima questione di fiducia su una manovra giudicata “impopolare“, da ben 25 miliardi di euro. Roger Bootle e il suo team di Capital Economics si sono chiesti se il nostro paese rappresenti un effettivo pericolo per la zona euro. L’Italia è giudicato un paese a “perenne crescita debole con una montagna di debito pubblico“, questo significa che “le finanze pubbliche italiane sono una potenziale bomba ad orologeria pronta ad esplodere“. Dopo che nell’occhio del ciclone sono finiti i debiti sovrani di “Grecia, Spagna e Portogallo“, Bootle ha detto che l’Italia potrebbe presto ritrovarsi invischiata “in questa brutta storia“.
POCA CRESCITA, TANTO DEBITO - “Pensiamo che la dimensione del debito italiano (il terzo più grande del mondo), finirà per indurre i mercati a porre l’attenzione sull’Italia. In questo caso la possibilità del default diverrebbe assai concreta“, ha scritto nella sua nota Roger Bootle. Inoltre, “se un altro membro della zona euro fosse costretto a ristrutturare il proprio debito oppure a giungere al default, l’Italia con ogni probabilità sarebbe costretta a seguirne l’esempio“. L’allarme appare concreto – ma non aspettatevi alcuna menzione al Tg1. “Se la pressione costante da parte dei mercati – scrive Bootle – con un attacco prolungato si sovrapponesse ad una crescita debole, ed una o più economie periferiche della zona euro (i famosi pigs) uscissero dalla moneta unica, lo stesso governo italiano finirebbe sotto pressione“. Una previsione che pare “fantascientifica“, se non fosse che proprio in questi giorni per i mercati serpeggiano nuovi allarmi. I titoli bancari sono sotto pressione un po’ in tutto il continente e la stessa Borsa di Milano è tra quelle che segna le perdite più vistose. “L’Italia è in una posizione migliore rispetto ad altri, ma non è senza problemi“, ha chiosato Bootle. Bassa crescita quindi ed alto debito rappresentano la nostra spada di Damocle. Il governo, invece, parla d’altro, come l’orchestrina del Titanic continua a suonare la stessa ripetitiva litaniae sull’ottimismo di maniera anzi, già s’avventura a stappare bottiglie di champagne per previsioni di crescita assai modeste, di poco superiori al 1% nel 2010, dopo un crollo del 6% nel passato biennio.